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Alzheimer: un convegno per accendere i riflettori su famiglie e caregiver

Un confronto aperto sulle conseguenze dell’Alzheimer sulle famiglie. L’appuntamento è in programma alle 18.00 di mercoledì 23 settembre quando la Sala Rosa del Comune di Arezzo ospiterà la seconda edizione del convegno “Alzheimer, vietato abbandonare le famiglie” per approfondire le difficoltà psicologiche, sociali, organizzative ed economiche a carico dei caregiver, arrivando a evidenziare i concreti rischi di burnout. L’iniziativa è promossa da Antonio Rauti in occasione della Giornata Mondiale dell’Alzheimer con l’obiettivo di promuovere una maggior consapevolezza sull’importanza di sostenere chi quotidianamente si prende cura delle persone con Alzheimer e di condividere soluzioni concrete per risolvere le situazioni di maggiore criticità con strumenti e percorsi capaci di alleggerire il carico assistenziale e l’isolamento.

Organizzato con la Casa di Riposo “Fossombroni” e patrocinato dal Comune di Arezzo, il convegno avrà al centro l’intervento dell’avvocato Alessia Ariano che ha seguito la storica vicenda giudiziaria della donna valdarnese che è stata assolta dall’uccisione della madre malata di Alzheimer. La sentenza ha riconosciuto lo “stress da assistenza” come condizione psicopatologica rilevante e ha segnato una fase storica per confermare il peso dell’assistenza familiare e le condizioni di estrema difficoltà che accompagnano la cura di una persona con questa patologia neurodegenerativa, aprendo nuove riflessioni sull’urgenza di rafforzare il sostegno ai caregiver anche di fronte all’invecchiamento della popolazione e all’aumento dei pazienti. L’avvocato Ariano verrà accompagnata anche dal marito della signora Giuseppina Martin. «Quando si parla di Alzheimer – commenta Rauti, – l’attenzione è spesso concentrata, giustamente, sugli aspetti sanitari della malattia e sulle cure, ma troppo poco si parla delle persone che ogni giorno vivono accanto ai malati e sostengono il peso dell’assistenza. I servizi a disposizione delle famiglie sono ancora insufficienti e il rischio della solitudine dei caregiver è reale come testimoniato da recenti casi di cronaca che ricordano drammaticamente quanto il burnout possa essere vicino e quanto lo stress da assistenza possa raggiungere livelli estremi. Con questo convegno vogliamo ribadire un principio semplice: le famiglie non devono essere dimenticate e chi assiste non può essere lasciato solo».

“Alzheimer, vietato abbandonare le famiglie”, introdotto dalle parole di Rauti e moderato dalla giornalista Maria Stella Bianco, sarà aperto dai saluti di Rossella Sposato (assessore alle politiche sociali del Comune di Arezzo) ed entrerà poi nel vivo con l’intervento della neurologa Valentina Nidiaci che condividerà un focus sulla comparsa e l’evoluzione della malattia. Un ulteriore contributo arriverà da Stefano Rossi, consigliere dell’ARET ASP – Associazione Regionale Toscana delle Aziende Pubbliche di Servizi alla Persona e direttore della ASP “Fossombroni”, per approfondire la situazione dei servizi assistenziali e la necessità di costruire una rete di supporto realmente capace di accompagnare le famiglie. L’invito a partecipare è stato esteso da Rauti anche al presidente della Regione Toscana Eugenio Giani a cui, già nei mesi scorsi, è stato inviato un report dove sono illustrate criticità e problematiche vissute dalle famiglie. «Innanzitutto – dichiara l’assessore alle politiche sociali del Comune di Arezzo Rossella Sposato, – esprimo la soddisfazione di ospitare a palazzo comunale un evento di riflessione sull’Alzheimer che, come noto, ha risvolti non solo sanitari. In secondo luogo, l’amministrazione comunale è vicina alle famiglie aretine che vivono le difficoltà legate alla presenza di persone care affette da questa malattia. Dopo di che, dobbiamo assecondare questa nuova consapevolezza: da una parte c’è il malato, dall’altra chi lo assiste. Le istituzioni in primis sono chiamate a fare la loro parte per implementare quantità e qualità dei servizi, sapendo che dal loro incremento traggono beneficio non solo i malati ma anche chi si prende cura di loro».

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About Marco Cavini

PR di ASP Fossombroni

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