Il convegno “Alzheimer, vietato abbandonare le famiglie” fa tappa in Casentino
La prima tappa di “Alzheimer, vietato abbandonare le famiglie” è stata ospitata dalla Sala Rosa del Comune di Arezzo e ha trovato seguito nella redazione di un documento che è stato inviato al presidente della Regione Toscana Eugenio Giani dove sono sintetizzate soluzioni concrete per migliorare l’assistenza e l’approccio alla malattia. La volontà è ora di estendere questo percorso anche alle vallate, a partire dall’incontro in Casentino, per creare momenti di ascolto e confronto diretto con le comunità locali in cui accogliere istanze, bisogni e proposte dai territori. L’appuntamento di Ponte a Poppi, introdotto da Rauti e moderato dalla scrittrice e giornalista Marina Martinelli, sarà aperto dai saluti di Federico Lorenzoni (sindaco di Poppi) ed entrerà nel vivo con la presentazione medico-scientifica dell’Alzheimer a cura della dottoressa neurologa Valentina Nidiaci. La rete di servizi offerti a livello locale sarà presentata da Lucia Gori dell’AIMA – Associazione Italiana Malattia di Alzheimer e dalla dottoressa Martina Vignali che coordina i servizi di riabilitazione neurologica del centro di Certomondo gestito dall’Istituto di Agazzi, infine un focus sulle risposte assistenziali sarà offerto da Guido Pratesi (presidente dell’ARET ASP – Associazione Regionale Toscana delle Aziende Pubbliche di Servizi alla Persona). «L’Alzheimer – ricorda Rauti, – è un’emergenza reale: nel 2023, nella sola provincia, ha interessato ben 7.248 persone con più di sessantacinque anni, a cui si aggiungevano 5.802 casi di disturbo cognitivo minore. L’aumento dei casi non trova adeguate risposte assistenziali nei territori, soprattutto con riferimento agli anziani non autosufficienti. Serve quindi un cambio di passo che metta al centro la persona e la famiglia, rafforzando i servizi di prossimità, il sostegno domiciliare e la presa in carico integrata, affinché la malattia non si traduca in isolamento e abbandono ma in percorsi condivisi di cura, accompagnamento e dignità».